Associazione professionale degli osteopati italiani

150 anni della Medicina Osteopatica

Il 22 giugno 2024 la Medicina osteopatica ha compiuto 150 anni! Correva infatti l’anno 1874 quando un gruppo di medici americani condotti dal dott. Andrew T. Still definirono la disciplina. Caratterizzata fin dai primordi come un percorso di ricerca e studio continui, le successive verifiche di efficacia aggiornarono costantemente la Terapia Manuale Osteopatica (OMth), ampliandone i campi applicativi interdisciplinari. L’Osteopatia è così giunta fino ai nostri giorni, essendosi evoluta a partire da un metodo fondato sulla conoscenza anatomo-fisiologica per diventare disciplina professionale con riconosciute potenzialità in specifici ambiti di cura e prevenzione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ne ha confermato il ruolo autonomo tra le professioni della salute e una norma di standardizzazione condivisa ne ha riferito le attività e le competenze per l’Europa.

Medicina Osteopatica, una professione sanitaria

Dall’attenta analisi della letteratura scientifica, oggi possiamo definire la Medicina Osteopatica come una professione sanitaria, culturalmente sensibile, attenta alle evidenze, finalizzata alla cura multidisciplinare, preventiva e centrata sulla persona. Detto altrimenti, come disciplina tradizionale e sanitaria che fonda la sua assistenza terapeutica sull’integrità inscindibile dell’individuo nelle sue componenti bio-psico-sociali, anziché sull’esclusivo trattamento dei sintomi algo-disfunzionali.

Il pericolo dei sedicenti operatori

Tuttavia, nell’epoca della comunicazione di massa in cui l’offerta di cure appare illimitata e spesso non adeguatamente regolamentata, si assiste al paradosso per cui quanto più efficace ed attrattiva appaia una metodica, tanto più numerosi siano gli operatori sedicenti che dichiarino di saperla interpretare. Il cittadino è, pertanto, esposto al rischio dell’inefficacia terapeutica o, peggio, del danno per la sua salute. Analogamente, la professione non disciplinata rischia di diluirsi nel calderone delle tante tecniche dalla dubbia efficacia, affidate a mani sbagliate o riferite a metodi e comportamenti sbagliati.

L’associazione ADOE rappresenta gli osteopati che svolgono esclusivamente questa professione

In Italia, la prima fondamentale riforma per l’identificazione sanitaria della professione di osteopata ai fini della sicurezza delle persone è stata approvata dal Governo con la legge n. 3/2018, art.7. I successivi decreti di attuazione hanno definito il profilo dell’osteopata nell’ambito sanitario della prevenzione (L. n.131/2021), ovvero la sua competenza universitaria (Dic. 2023). Il decreto in materia di criteri per la verifica delle conoscenze e delle esperienze professionali consentirà, infine,  il controllo e l’abilitazione dei professionisti che potranno operare in questo campo. Pertanto,  ancor prima e successivamente alla promulgazione di quest’ultima norma per la sicurezza delle persone e per la dignità della professione, obiettivo dell’Associazione ADOE è la rappresentanza in ogni sede dei requisiti di idoneità degli osteopati italiani che svolgano esclusivamente quest’attività nel campo della prevenzione per la Salute, essendo essi in possesso di requisiti pedagogici e deontologici adeguati al contesto normativo e alle più sicure ed efficaci modalità assistenziali.

La confusione sull’offerta degli Studi in Osteopatia

Negli ultimi quarant’anni si è verificata in Italia una grande confusione nell’offerta degli Studi in Osteopatia. Da un lato, sono stati erogati corsi magistrali, legalmente riconosciuti e abilitanti in Europa presso Istituti italiani autorizzati e controllati dalle Autorità competenti. Dall’altro, in assenza di riferimento legislativo, diverse migliaia di giovani diplomati e professionisti sanitari hanno frequentato corsi contestabili dalla molteplice consistenza qualitativa e quantitativa, privi di controllo terzo ufficiale. In qualche caso persistono ancora corsi autoreferenziali non autorizzati e, come tali, rischiosi e fuorvianti. Non si può ignorare al riguardo il rischio di una formazione professionale priva di tracciabilità e chiedersi quale legalità e quale futuro professionale questa possa garantire; conseguentemente è un dato di fatto incontestabile l’eterogeneità delle qualifiche operative degli osteopati italiani e le loro differenze sostanziali nei metodi e negli effetti terapeutici.
Gli stessi corsi universitari triennali come disciplinati dal decreto del 4/12/2013, a nostro avviso non paiono ancora consentire l’insegnamento più congruente alla più alta qualità della professione a causa dei requisiti autonomi non ancora disciplinati per docenti e ricercatori nella specifica disciplina, ovvero per mancanza di continuità pedagogica in sede specialistica ai fini dell’istruzione clinica e multidisciplinare più esaustiva. Pertanto, l’Associazione ADOE si prefigge come obiettivo fondamentale e continuativo la salvaguardia e la promozione dei requisiti formativi legali e di miglior  competenza per il futuro di questa professione della Salute dalle grandi potenzialità multidisciplinari.

Il valore degli Osteopati con competenze accreditate e accertabili

Ciò nonostante e malgrado la loro precarietà, numerosi osteopati esclusivi dimostrano oggi ottime deontologia e competenza con conseguente gradimento e riscontro documentato in ambito sanitario. Eloquenti al riguardo sono i dati statistici sulla diffusione della professione sul territorio. Gli stessi riscontri, palesemente favorevoli, sono dovuti al peculiare approccio preventivo e integrato in ambito sanitario multidisciplinare, ma anche all’umiltà che fin dalle origini ha connotato gli osteopati inducendoli a verificare sempre l’efficacia della propria tecnica. Essi soli hanno il merito di aver contribuito da circa 40 anni a far crescere fama dell’Osteopatia italiana, nel loro costante riferirsi all’anatomia, alla fisiologia individuale e all’integrità bio-psico-sociale per comprendere, educare e stimolare la migliore alleanza terapeutica con i pazienti.

L’importanza dei titoli di studio equipollenti per gli osteopati italiani

Responsabilità fondamentale sarà quella delle Autorità italiane nel selezionare non solo i titoli equipollenti ma anche le abilità acquisite dagli osteopati in anni di lavoro, le collaborazioni sanitarie, i riscontri positivi dei pazienti, gli studi e le pubblicazioni, implementando così le potenzialità dell’Osteopatia nel Sistema Sanitario in ottica di prevenzione e cura multidisciplinare. Obiettivo arduo ma indispensabile in favore della Salute degli italiani, specie se conseguito con coerenza in ottemperanza dell’articolo della legge 3/2108 che prevede altresì corsi abilitanti per chi non disponesse di crediti formativi sufficienti.

Lo scopo di ADOE

L’Associazione degli Osteopati Esclusivi (ADOE) è nata proprio allo scopo di favorire il completamento dell’iter legislativo per l’istituzione della nuova professione sanitaria dell’osteopata. Il suo obiettivo non è solo la rappresentanza dei professionisti in possesso di titoli di studio conseguiti al termine di studi legalmente autorizzati. Infatti, i soci fondatori hanno voluto scendere in campo per il riconoscimento di più alto livello dell’Osteopatia italiana come presupposto per la dignità professionale di tutti quanti gli osteopati, per l’efficacia delle cure e per la gestione del rischio sanitario a beneficio dei cittadini.

Il primo e attuale Presidente ADOE

Luigi CIULLO – Osteopata D.O.

Se vuoi maggiori informazioni sull’associazione, su come aderire, sui corsi di formazione o altro, siamo a tua disposizione.